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Piccolo Caos melodramma in 3 atti

Liberamente ispirato al lavoro di Tim Rollins e K.O.S. condotto negli anni ’80 nel South Bronx (NYC), Piccolo Caos – melodramma in 3 atti, inaugura il programma di residenze artistiche dei Musei Civici, ed è il secondo step del progetto dell’Amministrazione Comunale di Cagliari Mondi Possibili - re-inventing the city.

 

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Piccolo Caos – Sant’Elia Viva!, è un video-sceneggiato, un cortometraggio, un melodramma per lo schermo, un progetto di partecipazione pubblica che ha visto come protagonista l’artista Marinella Senatore, e oltre 600 cittadini di Cagliari.

Per Piccolo Caos, Marinella Senatore, classe 1977, filmmaker e artista, ha adottato una strategia di collaborazione volta ad innescare il coinvolgimento dei partecipanti in base alle loro storie, memorie, abilità e conoscenze.

Nata a Cava dei Tirreni (Salerno), Marinella Senatore lavora con il video, la fotografia, il disegno, l’installazione ed il suono. Nei suoi progetti, spesso sviluppati in collaborazione con istituzioni, musei ed università, coinvolge nel processo creativo intere comunità.
L’artista in residenza ha proposto dunque la creazione di un melodramma in video basato sulla partecipazione pubblica.
Marinella Senatore ha inizialmente lanciato l’open call rivolta ai cittadini desiderosi di prendere parte al progetto che ha successivamente preso il via il 2 marzo con una settimana full-immersion di workshop gratuiti in diverse materie: movimento scenico, operatore video, registrazione e post-produzione, fotografia di scena, sceneggiatura, assistenza alla regia, costumi, backstage, produzione, illuminazione e montaggio.

 

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I workshop e i casting hanno avuto un grande successo: si sono presentati in massa per recitare, ballare, ma soprattutto per imparare una professione, acquisire nuove capacità e sviluppare attitudini nei campi che girano intorno alla realizzazione di un film. Un’esperienza unica quella della formazione gratuita che ha portato i cittadini-partecipanti a diventare protagonisti di tutte le fasi della creazione: dall’adattamento del testo e della musica, fino alla danza, illuminazione, camera.

I partecipanti sono stati divisi in gruppi in base alle proprie attitudini e richieste: oltre centosettanta i danzatori/attori, tutti rigorosamente non professionisti, una decina gli sceneggiatori, quattro registi, quindici tecnici (operatori di camera, suono), dodici make-up artist e costumisti.
Un lavoro che ha messo insieme gli universi personali più disparati.

Una sceneggiatura elaborata dopo un lungo confronto tra i cittadini che hanno lavorato sul concetto di metalinguaggio: un film dentro il film, una sorta di racconto dell’esperienza fatta che li vede in doppia veste di sceneggiatori e di attori che porteranno in scena loro stessi, le proprie storie, le proprie esperienze. In scena il cast artistico composto da cittadini comuni, ragazzi delle scuole cagliaritane (quarantanove scolari della Don Milani di Sant’Elia e cinquanta della Randaccio di via Venezia), ballerini non professionisti e gruppi di danza popolare. Tra loro uno spaccato della città e della società che attraversa trasversalmente tutte le età, professioni, situazioni di vita: casalinghe, studenti, giovani precari, disoccupati, truccatrici, parrucchiere, esperte in lingua sarda, antropologi, psicoterapeuti, e ancora giornalisti, musicisti, storiche dell’arte, scaricatori di porto, operai.

Ci sono donne, uomini e bambini, anche se la rappresentanza femminile è nettamente superiore. Dai dieci fino ai settanta anni, tutti mettono insieme esperienze, capacità, desideri per realizzare questo Piccolo Caos.

Il corpo di ballo si è mosso su coreografie disegnate da Elisa Zucchetti e Nandhan Molinaro, strutturate con riferimenti che da Pina Bausch si sono spinti fino al teatro danza.
Le scenografie sono state pensate e costruite appositamente per la serata conclusiva al Teatro Massimo e realizzate da un gruppo di scenografi non professionisti. Il gruppo di costume/make-up ha vestito e truccato i partecipanti tutti in stile anni Quaranta, per sottolineare la loro presenza come un flusso di rimandi dal passato.


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Così tutto il materiale video raccolto dal primo giorno di workshop, alla messa in scena del Massimo è stato montato ed è stato inserito nel cortometraggio. Dai primi giorni dei corsi di formazione al Lazzaretto, alle scene girate in esterno al faro di Sant’Elia, in via Utzeri, sulla Torre dell’Elefante e al Bastione, agli interni registrati al Teatro Lirico dove i ballerini hanno danzato sulle note di un magistrale Tchaikovsky eseguito dall’orchestra del Teatro Lirico.

 

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Le riprese sono state realizzate in collaborazione con la Fondazione Teatro Lirico, il Teatro Massimo di Cagliari e con le due scuole cittadine.
Piccolo Caos – Sant’Elia Viva! – melodramma intriso di neorealismo che si nutre delle storie, delle facce e delle parole dei protagonisti, dove il surreale e la dimensione visionaria si fondono alla realtà, non patinata e spesso amara, del quartiere di Sant’Elia e dell’intera città – è stato proiettato giovedì 4 luglio 2013 ai Giardini Pubblici di Cagliari, davanti alla Galleria Comunale d’arte e sono stati in centinaia, tra protagonisti e spettatori, che hanno assistito alla proiezione.

 

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"La residenza artistica di Marinella Senatore ha aperto il progetto molto più ampio che vede i nostri Musei Civici sempre più impegnati nel territorio urbano attraverso uno stretto dialogo con la comunità cittadina dalla quale il museo attinge saperi ed esperienze, scambiandole con le proprie conoscenze e competenze artistiche e culturali", ha detto il direttore dei Musei Civici di Cagliari Anna Maria Montaldo.

 

Un progetto in cui il concetto di partecipazione ha una valenza ancora più ampia. "Ancor più importante del tanto atteso risultato finale è il processo di coinvolgimento attivo della cittadinanza e di riflessione sui segni e le storie intrecciate del territorio", ha affermato l’Assessore alla Cultura del Comune di Cagliari Enrica Puggioni.

 

"Da questa esperienza mi porto dietro tante cose", spiega Marinella Senatore, "ma spero di aver lasciato anche io qualcosa a tutte queste persone. La gente di Cagliari ci ha aperto le loro case, con una manifestazione di dignità, cortesia e benvenuto difficile da trovare da altre parti. Un gran parte del lavoro è stato svolto attraverso il teatro-danza, le coreografe sono riuscite a far ballare persone di tutte le età, dai bambini agli anziani, casalinghe incluse. L’uso del corpo è stato molto importante come elemento narrativo, dando la possibilità a chiunque di poter raccontare la propria storia".
"Sono molto colpita dalla incredibile accoglienza dei cagliaritani, dal sincero affetto verso la città e la voglia di sentirsi comunità, di stare insieme”, prosegue l’artista, “l’interesse verso Sant’Elia, la sua storia e l’orgoglio dell’appartenenza, tutti ingredienti che confluiscono in Piccolo Caos e lo rendono molto più di un semplice corto, ma un’esperienza di aggregazione e vita sociale la cui modalità può essere adottata per un tempo rilevante dai cittadini, farli conoscere, incontrare l’altro, conoscerne le capacità e condividerle, e può facilitare esperienze di condivisione future, non necessariamente vincolate alla cinematografia o al teatro".

 

L’opera finita, il cortometraggio, è entrato a far parte della collezione dei Musei Civici di Cagliari.

Musei Civici Cagliari | Copyright © 2013

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