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8 giugno - 27 settembre 2017 | Questa è la tua terra

QUESTA È LA TUA TERRA - Progetto vincitore del bando dei Musei Civici di Cagliari “I want you for museum’s army. Gramsci”
CARTEC | Galleria Comunale d’Arte di Cagliari // 8 giugno – 27 settembre 2017

 

Per tutta l’estate 2017, dentro e fuori CARTEC (Cava Arte Contemporanea), si succederanno gli artisti del collettivo “NINO DOVE SEI?”: Giovanni Casu – Manu Invisible – Gianfranco Pintus – Josephine Sassu. Questi quattro artisti, unitamente al regista teatrale Bruno Venturi e alla curatrice Raffaella Venturi, formano la rete “NINO DOVE SEI?”, rete che sta componendo un tributo ad Antonio Gramsci nei modi meno convenzionali: dall’arte pubblica alla danza, dalla pittura alla street art, dal teatro alla scultura.

QUESTA È LA TUA TERRA”, titolo del progetto, vuole raccontare il rapporto di Gramsci con la sua terra madre, ma anche con la terra fisica, la roccia, le pietre. Un racconto molto “fisico”, ma anche emotivo, che avviene per parole chiave, evocative e simboliche: luci, riflessi, freddo, pietre, terra, attese, silenzio.
CARTEC, aperto ai visitatori, sarà come una grande “bottega” per la sperimentazione e la realizzazione delle opere da parte degli artisti, in previsione della mostra omonima “QUESTA È LA TUA TERRA”, che sarà inaugurata il 29 luglio.

Cosa accade dentro e fuori CARTEC?

Manu Invisible ha scelto una parola che reputava indicativa della parabola gramsciana. Attraverso il suo originale e incisivo segno grafico, la sua capacità di fare della parola un’opera, dell’idea una visione, lo street artist internazionale ha scritto “MOVIMENTO”, sempre coperto dalla sua maschera nera, di fronte al pubblico del festival letterario “Leggendo Metropolitano”, su una pannellatura amovibile di 12 metri per 2,50, eretta a ridosso della parete frontale della Galleria Comunale d’Arte. Dopo il festival, la scritta è stata smontata e riallestita – scomposta in lettere – nei pannelli di CARTEC. “MOVIMENTO” si riferisce alla forza delle idee di Gramsci, saggista italiano più letto nel mondo; si riferisce, altresì, al contrasto con l’immobilità data dalla reclusione di otto anni passati in carcere, dal 1926 al ’34, quando Gramsci ottenne la libertà condizionata per andare in clinica, a causa delle sue aggravate condizioni di salute. L’intervento di Manu Invisible continuerà con tre opere in tre luoghi simbolici del percorso Cagliari – Santu Lussurgiu, paese dove Gramsci avrebbe voluto finire i suoi giorni.

Giovanni Casu, artista sardo ma residente a Berlino, lavora, all’esterno delle grotte sul rapporto fra Gramsci e la pietra. Il suo progetto di scultura partecipativa, dal titolo “When the rising sun...”, prevede la lavorazione e l’installazione di una roccia di granito, donata dalla Fondazione Sciola all’artista, per questo suo progetto, in affinità poetica ed elettiva con l’opera di Pinuccio Sciola (scomparso nel 2016). Il posizionamento del masso è dato dalla necessità che sia possibile toccarlo, accarezzarlo, strofinarlo al passaggio. La volontà di Casu è che i frequentatori dei Giardini pubblici avvertano questo monolite, appositamente trattato dall’artista, come una presenza, un compagno da accarezzare per buona sorte; ciò fa riferimento al particolare rapporto tra Gramsci e le rocce sarde, quindi al concetto di “pazienza gramsciana”, descritto dallo scrittore e critico d’arte britannico John Berger in una lettera al subcomandante Marcos.

Josephine Sassu, artista di Banari (Sassari), col progetto “Terra madre”, preparerà una serie di sculture a partire dalla terra dei luoghi gramsciani, terra che si è fatta consegnare in sacchi dalle amministrazioni, rispettivamente, di Ales, Ghilarza e Santulussurgiu. A questa materia grezza, ma dall’alta valenza simbolica, Sassu mischia la cera, per il valore devozionale di questo materiale e per il rimando ad artisti quali Medardo Rosso. Ciascuna delle sculture realizzate vuole essere come un omaggio a Gramsci per mano dei grandi maestri sardi del 900, quindi l’artista citerà celebri opere, da Ciusa a Nivola, facendosi tramite di una virtuale volontà da parte degli artisti in questione (si ricorda che il monumento a Gramsci di Nivola, del 1966, di cui esiste il modello, venne accantonato, dall’amministrazione di Ales, a vantaggio di quello di Pomodoro). 

Gianfranco Pintus, artista di Cagliari, occuperà tutta l’ultima sala del CARTEC con l’installazione “Nell’umido giardino”, due ritratti di Gramsci e un sole, dipinto in un pannello di fronte, che è il sole che si riflette nelle pupille dei ritratti; uno specchio d’acqua rifletterà scritte tratte da “Le ceneri di Gramsci”. Inoltre l’artista ha previsto un’azione nella piazza Dettori, dove Gramsci studiò all’omonimo liceo classico, azione simbolica che prevede la richiesta artistica all’Assessorato al verde pubblico per la messa a dimora di un albero (un tiglio), in ricordo dell’albero già esistente ai primi del secolo scorso, quando Gramsci studiava a Cagliari.

Il finissage della mostra al Cartec “QUESTA È LA TUA TERRA” sarà il 7 settembre: per l’occasione Diego Fusaro terrà una conversazione su Gramsci, a partire dai contributi che gli artisti del progetto hanno realizzato.

Ogni giovedì di luglio (6-13-20-26 luglio, con orario di apertura prolungato fino alle 24), si terranno, alle ore 21,30, all’interno del CARTEC, i quattro appuntamenti “NOTTURNI PER GRAMSCI”:

giovedì 6 | DJset a cura di DJesso - giovane dj che interverrà con una performance di ispirazione gramsciana tra musica e immagini.
giovedì 13 | Presentazione del volume di graphic novel “Il mondo di Antonio Gramsci” di Sandru Dessì e Viviana Faedda, tradotto in sardo e in inglese, Iskra edizioni.
giovedì 20 | “Caro Nino” - stage per non attori dedicato alle lettere di Gramsci. L'intervento, a cura di Bruno Venturi, è articolato in due fasi: una di pomeriggio (dalle 17 alle 20), nei Giardini Pubblici all'esterno del CARTEC, e una di sera (dalle 21:30), con un reading all'interno del CARTEC.
giovedì 27 | “Studio per un’Antigone” - spettacolo teatrale sulle donne di Gramsci con le attrici Caterina Ghidini e Sabrina Mereu, a cura di Bruno Venturi.

 

Immagine: Josephine Sassu, preparazione del progetto “Terra Madre”, cera e terra di Al

Mercoledì, 12 Luglio 2017 10:24

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