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24 giugno - Cortoindanza/Logos. Un ponte verso l’Europa Spazio Cartec

Il 15 giugno ha preso il via il festival “Cortoindanza/Logos. Un ponte verso l’Europa”. Spettacoli, residenze artistiche, laboratori, cantieri itineranti.
Danza, teatro, videoArt, fotografia, luce: culture in movimento, arte performativa e luoghi sperimentati e trascritti attraverso i linguaggi dell’arte. Un ampio programma che si articolerà in questa prima fase estiva tra diversi spazi urbani e culturali della città di Cagliari e un ampio cartellone di dieci spettacoli e diciotto titoli, fino all’8 agosto.
Partecipano alla rassegna oltre 50 artisti da Francia, Spagna, Italia, Armenia, Germania, Colombia, Messico.
La rassegna è promossa e organizzata da Tersicorea centro di formazione, diffusione e produzione della danza contemporanea e del teatro diretta da Simonetta Pusceddu.


Il 24 giugno sarà il CARTEC ad ospitare, nei due turni delle ore 18.00 e delle ore 19.00, tre creazioni di artiste emergenti della scena internazionale, formatesi nelle più prestigiose Accademie Europee di danza Circo e Teatro fisico, realizzate nel corso della residenza sperimentale dal 22 al 24 giugno: Elisa Melis (Compagnia Twain, Roma); Leila Ka (Compagnia Zerogrammi, Torino); Lucrezia Maimone (Compagni Zerogrammi, Torino), coorganizzazione Ce.D.A.C. Sardegna.
Sarà presentata la prima nazionale “255 metri sopra il mare”, l’universo femminile con le madri, le vedove, le spose di ogni tempo. Ideazione, coreografia, regia e costumi di Simonetta Pusceddu, interprete e danzatrice Elisa Melis; Videomaker e fotografia Federica Liseni; progetto luci Gianni Melis. Sulla traccia di “Assou” primo viaggio della protagonista, questa produzione segna un nuovo sogno per i fiumi e le acque della Sardegna, tra guerra, gloria, mare, tempeste, terre ignote e profumate, stanchezza dolore, approdo, attesa. Segue ancora un’altra prima nazionale “Pode ser”, coreografia e interprete Leila Ka, con il sostegno di Zerogrammi, Torino. Fragile, con un lungo vestito pastello, affronta il palcoscenico da sola. La confusione di essere nel mondo e di essere solo se stessi, gli occhi si sollevano, il corpo segue, trasportata da una sorta di lotta che non finirà. E ancora “Oltremai”, primo studio di e con Lucrezia Maimone. Una donna con una lunga treccia e un lungo vestito verde è seduta immobile. In uno spazio sospeso avviene uno sdoppiamento della realtà tra mondo esterno e mondo interiore. Un universo in cui tutto diventa precario: il peso, l’equilibrio, il rischio, il conflitto dualistico e l’ineluttabile desiderio di un’armonia irraggiungibile.


Si allega programma completo della serata

Venerdì, 22 Giugno 2018 12:52

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